Regione: Abruzzo
Provincia: Chieti
Comune: Villalfonsina
Località: Morandici

Nell'estate 2000 la Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo ha scavato una necropoli altomedievale (VI-VII sec.) in località Morandici di Villalfonsina. Si è trattato di un intervento d'urgenza, finanziato dalla Soc. Coop. a r.l. "Olearia e vinicola villese", proprietaria del terreno.
Le indagini hanno permesso di indagare integralmente un'antica cava, riempita agli inizi del medioevo per ospitare una necropoli, composta da almeno 21 tombe ed un ossario. La tipologia delle sepolture scavate è variegata, ma riconducibile a tre forme fondamentali: terragne, a cappuccina, a fondo e copertura in lastre di pietra arenaria.
Di norma il corredo è risultato essere costituito da una brocchetta o da una fiaschetta dipinte a bande; le donne indossavano anche ornamenti personali di bronzo: bracciali, aghi crinali (un esemplare è d'argento), anelli, orecchini, semplici o a cestello. Alcune inumate avevano con sé anche collane con vaghi d'ambra e pasta vitrea e/o una fibula ad anello. In nove tombe, forse perché seriamente sconvolte dalle arature, erano assenti sia il corredo sia gli ornamenti.
Tra le altre cose, si segnala l'interessante rinvenimento dei resti di un cane da caccia, sepolto tra due tombe, una maschile, l'altra femminile.
Sul piano di frequentazione della necropoli sono state trovate evidenti tracce di riti funerari, probabilmente riconducibili al refrigerium (resti di fauna nei pressi di focolari, contenitori di ceramica rotti).
Le sepolture occupano l'estremità ovest di una cava, riempita con terra mescolata a materiale di crollo proveniente da un edificio sacro che, a giudicare dalle terrecotte architettoniche, è databile al II sec. a.C. La struttura doveva trovarsi su un terrazzo naturale immediatamente ad Ovest dell'area funeraria, e molto probabilmente è stata edificata con il materiale proveniente dalla cava (sabbia finissima e un buon legante naturale formato da un miscuglio di calcare ed argilla). Non è da escludere, quindi, che un edificio di culto cristiano abbia occupato il posto di quello pagano, giustificando, così, anche la presenza delle sepolture.