Nel campo dell’archeologia un’attività poco nota al pubblico è quella della ricognizione archeologica: si tratta di indagare la superficie del suolo con l’obiettivo primario d’individuare siti archeologici e di fornirne una preliminare definizione qualitativa e quantitativa.

Il metodo si basa essenzialmente sulla raccolta e sullo studio:

delle fonti documentarie ed orali

della cartografia storica e moderna

di immagini fotografiche aeree.

Fondamentale è l’osservazione diretta sul campo, accompagnata da una raccolta di materiali archeologici.

I dati rilevati vengono opportunamente elaborati e presentati sotto forma di database, schede ed elaborati grafici.

Una buona ricognizione può fornire elementi significativi per la ricostruzione storica del territorio e permettere una programmazione mirata degli interventi di scavo e valorizzazione da effettuare. Risulta inoltre uno strumento prezioso da utilizzarsi prima della redazione di piani regolatori e strumenti urbanistici di pianificazione del territorio.

Queste le ricognizioni realizzate dalla Parsifal:

Indagini conoscitive ed individuazione siti lungo la fascia costiera del Molise per la Soprintendenza Archeologica e per i Beni Ambientali, Architettonici Artistici e Storici del Molise (1995)

Ricognizione archeologica nell’area di Monte Sorbo (CH) (comuni di Carpineto Sinello, San Buono, Liscia) per il Catalogo della Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo (1996)

Indagini conoscitive nelle aree di Punta Penna e Punta della Lotta per la Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo e l'Università G. D'Annunzio di Chieti (2000)

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